I vantaggi indicati nella tabella e nel sito fanno riferimento all’esperienza sinora condotta dal Dottor Bazzano sui suoi pazienti, paragonata alle altre tecniche di liposuzione.

Questo ci impone di comunicare che:

  1. Non è possibile quantificare con certezza, (ad esempio), la soglia del dolore per ogni individuo. I pazienti possono avvertire più o meno dolore in modo soggettivo.
  2. In generale, tutti i vantaggi elencati nella tabella e nel sito relativi ai risultati dei trattamenti e alla percezione o meno di dolore, decorso post operazione,ecc… sono da considerarsi un’esperienza soggettiva e non assoluta.

Ricordiamo che i trattamenti proposti nel sito sono specialistici e solo dottori regolarmente iscritti all’albo, li possono eseguire. L’accesso ai trattamenti specializzati è sempre e obbligatoriamente preceduta da una visita medica accurata che certifica l’idoneità del paziente e valuta i possibili miglioramenti che il trattamento può realizzare.

Mastoplastica additiva

LA MASTOPLASTICA E L'AUMENTO DEL SENO


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La mastoplastica è l’intervento di chirurgia estetica che modifica, aumenta, riduce, o risolleva, i volumi e l’aspetto estetico del seno. Il seno è una parte del corpo delle donne che riveste una grande importanza in quanto è sinonimo di femminilità e contribuisce spesso all’autostima ed alla sicurezza della paziente.

La mastoplastica additiva è l’intervento per l’aumento del volume del seno, si può ottenere mediante l’inserimento di protesi mammarie di silicone (o altri materiali), poste sotto oppure sopra il muscolo pettorale.

Noi preferiamo usare quelle in silicone di ultima generazione e prodotte da ditte serie e certificate. Le protesi utilizzate nell'intervento di mastoplastica additiva possono avere varie forme o dimensioni, a seconda del fisico della paziente e delle sue richieste ed esigenze


TECNICA DI INTERVENTO DI MASTOPLASTICA ADDITIVA


Le tecniche per inserire le protesi sono varie, e la tecnica chirurgica più appropriata viene decisa dal chirurgo plastico insieme alla paziente, dopo la visita pre-operatoria, ed in base alle esigenze della paziente, età, situazione di partenza, tipo di protesi che si vogliono utilizzare.

Le protesi per la mastoplastica additiva possono essere inserite dietro la ghiandola mammaria, sopra o sotto al muscolo pettorale oppure attraverso la moderna tecnica del Dual Plane o sottofasciale in cui le protesi vengono posizionate sotto la fascia del muscolo pettorale.

Le incisioni per inserire le protesi possono essere effettuate, a seconda della tecnica e del tipo di protesi utilizzate, sotto l'ascella, intorno all’areola del seno, oppure nel solco sottomammario.

In particolare di recente sono state introdotte le protesi cosiddette anatomiche, in grado di garantire un ottimo risultato finale post-intervento, molto simile ad un seno naturale.

Queste protesi, come normalmente avviene nell’intervento di mastoplastica additiva, vengono inserite sopra o sotto il muscolo pettorale in base al risultato che si vuole ottenere.

Grazie alla loro forma anatomica e alla loro consistenza, consentono un aumento del seno che dopo l’intervento di mastoplastica additiva sarà, sia alla vista che al tatto, estremamente naturale ma per contro sono meno stabili rispetto alle tonde*.

Le protesi mammarie possono essere impiantate immediatamente al di sotto della ghiandola mammaria, o, più profondamente, al di sotto del muscolo grande pettorale. Esistono numerosissime varianti, come il posizionamento sotto o sopra fasciale, sottomuscolare parziale o totale oppure la più complessa tecnica dual plane.


COME È FATTA UNA MAMMELLA


Al di sotto della cute si trova la ghiandola ed una componente variabile di tessuto adiposo. La ghiandola poggia sul piano muscolare, come visibile in questa figura:

Figura 1 – Anatomia della mammella


Quando le protesi vengono impiantate in posizione sottoghiandolare, il chirurgo crea uno spazio dove alloggerà la protesi, come visibile in questa figura:

Figura 2 – Protesi sottoghiandolare


quando le protesi vengono inserite in posizione sottomuscolare, si effettua la dissezione al di sotto del muscolo, dove la protesi troverà quindi posto più profondamente rispetto al caso precedente, come visibile in quest'ultima figura:

Figura 2 – Protesi sottomuscolare

POSIZIONAMENTO SOTTOGHIANDOLARE


Può essere PURO, immediatamente al di sotto della ghiandola, o SOTTOFASCIALE, in cui la tasca per la protesi viene allestita tra il muscolo pettorale e la fascia che lo ricopre. Quest'ultimo offre minore sanguinamento durante l’ intervento, minore palpabilità dei margini della protesi, possibile minore incidenza di contrattura capsulare*.

Offre i seguenti vantaggi:
- controllo ottimale della forma della mammella
- assenza di variazioni di forma della mammella durante la contrazione del muscolo pettorale
- controllo ottimale della posizione del solco sottomammario e della sua forma
- decorso post operatorio più rapido rispetto al posizionamento sottomuscolare*.

Comporta i seguenti svantaggi:
- Rischio aumentato di visibilità o palpabilità dei margini della protesi (in pazienti con pelle sottile e/o che desiderino protesi di grosse dimensioni)
- Aumento della visibilità della contrattura capsulare se presente
- Possibile aumento dell’ incidenza di contrattura capsulare
- Mammografie leggermente più difficili da eseguire (possibile necessità di effettuare più lastre in diverse proiezioni)


POSIZIONAMENTO SOTTOMUSCOLARE


Può essere RETROPETTORALE PARZIALE, in cui l’ origine del muscolo pettorale non viene divisa all’ altezza del solco sottomammario, o RETROPETTORALE TOTALE che offre migliore copertura della protesi nella porzione laterale inferiore. A spese di un maggior rischio di spostamento verso l’alto, di una maggiore durata dell’ intervento e di una riduzione nel controllo di posizione e forma del solco sottomammario

Offre i seguenti vantaggi:
- Rischio ridotto di visibilità o palpabilità dei margini della protesi
- Raccomandabile nelle pazienti con pelle molto sottile
- Mammografie più semplici rispetto al posizionamento sottoghiandolare
- Possibilità di una ridotta incidenza di contrattura capsulare
- Minore visibilità della contrattura capsulare se presente*.

Comporta i seguenti svantaggi:
- Minore controllo della forma della mammella (in particolare della porzione superiore interna)
- Spostamento laterale della protesi con il tempo ed allargamento dello spazio tra le mammelle
- Variazioni della forma della mammella durante le contrazioni del muscolo pettorale
- Minore controllo della forma e della posizione del solco sottomamammario
- Rischio aumentato di spostamento verso l’ alto della protesi
- Decorso post operatorio più lungo


POSIZIONAMENTO DUAL PLANE


Intervento abbastanza complesso, che consiste nell’ allestire una tasca sottomuscolare reallizzando anche la dissezione nel piano tra il muscolo e la ghiandola.

Questo consente di posizionare la protesi in parte in posizione sottoghiandolare (nella parte inferiore della mammella, per effetto della risalita del muscolo pettorale) ed in parte in posizione sottomuscolare (porzione superiore della mammella, dove la cute è più sottile ed il rischio di palpabilità della protesi più alto).

Ne sono descritte tre varianti (tipo I, II e III), da selezionare principalmente in base al grado di ptosi mammaria presente.


COSA SCEGLIERE?


Ogni soluzione deve essere valutata e ponderata.

La scelta è influenzata da mode ed in particolare gli Stati Uniti, ci insegnano che la posizione sottomuscolare è preferita ciò è dovuto all'utilizzo delle protesi con soluzione salina perchè le protesi in silicone non sono ancora state pienamente reintrodotte il tutto per evitare sgradevoli complicanze correlate proprio ed esclusivamente alle protesi in soluzione salina (svuotamento nel tempo con palpabilità delle pieghe del guscio, sciacquio, cambiamenti di forma dell’ impianto correlati alla posizione del corpo, ecc.).

Purtroppo anche in Europa, dove invece la scelta di protesi è più ampia, si tende spesso ad imitare quanto accade negli Stati Uniti, sia per i vantaggi di immagine che derivano al chirurgo da questa scelta, sia perchè le pazienti, non sempre sono correttamente informate sulle possibilità tecniche e sui risultati ottenibili con una procedura piuttosto che un’ altra.